Sport: fallo per la salute, non per l’estetica!

Sport per combattere la sedentarietà?

Molti sanno che la sedentarietà è uno dei maggiori fattori di rischio per la salute, tuttavia non tutti sanno quantificare il minimo necessario di attività fisica e di come adattarlo e regolarlo secondo le proprie necessità e la propria condizione attuale.

Sport, alimentazione e igiene mentale

Va considerato, che l’attività fisica dev’essere intesa associata ad un contesto di regime alimentare equilibrato, e di un’igiene mentale.

Ovvero, fare attività fisica solo per compensare gli eccessi alimentari, o per sfogare lo stress non è da considerarsi una via appagante a lungo termine.

D’altra parte come pure seguire un regime alimentare che vi permetta di fare “meno attività fisica” pur restando “magri”, oppure essere troppo spirituali (facendo ad esempio solo meditazione), non considerando l’equilibrio alimentare e sportivo…, non è di per sé sano.

Esiste un minimo di Sport?

Andando per gradi, oggi, affronteremo il tema dell’attività fisica.

Illustrerò quelli che sono i livelli minimi e gli obbiettivi che ci si può porre per rilasciare il massimo potenziale che una persona in salute può avere.

Tuttavia è necessario combinare questo testo con altri (che scriverò nei prossimi giorni, …stay tuned…) nei quali affronteremo il tema dell’alimentazione e dell’igiene mentale (pace, serenità interiore).

I costi della non-curanza….

di tali parametri hanno una ripercussione su tutta la società, vedi i costi delle Casse Malati, l’assenteismo dal lavoro per malattia, eccetera.

Per questo è importante prendersi cura di sé stessi, perché oltre a fare molto per la propria salute, a catena (modalità butterfly effect) si fa del bene a tutta la società.

Nell’ultimo convegno del 2016 “Per una salute da costruire assieme”, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), ha presentato quelli che sono i nuovi consigli in merito all’attività fisica da svolgere, con l’obbiettivo di diminuire quanto più possibile la sedentarietà in due tappe, la prima entro il 2020, e la seconda entro il 2025.

…quanto Sport?

L’OMS consiglia, per persone adulte, di svolgere un minimo di 150minuti settimanali di attività aerobica. Il che può essere suddiviso in poco più di 20 minuti al giorno, oppure di 40 minuti ogni 2 giorni.

…come fare Sport?

Una cosa che spesso passa inosservata è la parola “aerobica”: nell’esperienza clinica vedo parecchie persone convinte che fare “sforzi” durante la giornata valga come “attività fisica”… Però, ahimè, non è così…

Per svolgere un’attività aerobica, occorre rilevare e misurare il battito cardiaco e mantenerlo regolare per tutto lo svolgimento dell’attività fisica. Ricorda che il tempo minimo è di 20 minuti…, ma sentiti libero di superarlo!

Sport e il range aerobico di Battiti cardiaci per minuto

Si possono trovare in internet centinaia di tabelle del range aerobico di BPM (Battiti caridaci Per Minuto) secondo le fasce d’età.

In genere viene calcolato come un’attività che sia al 60-70% del BPM massimo (anaerobico).

Ne riporto qui di seguito una:

Sport con il cuore

Considerare tale tabella, ma soprattutto misurare il proprio battito cardiaco, è fondamentale per sapere se l’attività che state svolgendo può essere considerata sufficiente.

Per altro, va precisato, che al di fuori degli obbiettivi agonistici che uno sportivo può avere, anche andare oltre il vostro range, non vi permetterà di ottenere “di meglio” in fattore di risultati.

 

Sport a corretto livello

La raccomandazione, piuttosto, è quella di prolungare il tempo (i minuti) di allenamento al corretto livello.

Facciamo un esempio, altrimenti diventa astratto:

poniamo che avete 47 anni, il vostro BPM (battito cardiaco al minuto), in quei 20-40 minuti di attività fisica indicati dall’OMS, deve essere fra i 105 ed i 120; idealmente stabilizzato attorno ai 113 per un lavoro ottimale.

Se siete sotto tali battiti cardiaci, non state facendo uno sforzo sufficiente, se siete sopra i 120 state allenando altro, e verosimilmente avrete dell’acidosi tissutale (acido lattico) quale conseguenza.

non fare Sport in eccesso

Ora abbiamo analizzato il minimo da svolgere; passiamo ai casi di eccesso.

Un altro problema deriva dagli eccessi: sembra, infatti, che nella società attuale, trovare equilibrio e moderazione sia un’utopia. Si vive spostandosi da un estremo all’altro, perdendo di vista il centro.

…NO al Sport “fanatico”

Spesso le persone entrano in uno stato fanatico sportivo, chi per potersi permettere gli sgarri alimentari, chi per voler avere una tartaruga invidiabile, chi per combattere le proprie insicurezze con l’immagine, chi perché è convinto che è giusto così…, insomma, ognuno per i suoi motivi, ma ognuno trovandosi infine in un eccesso (che per definizione è troppo!).

Sport con equilibrio

Vero che gli eccessi sono più facilmente gestibili e curabili dei deficit, e rispondono anche più celermente agli approcci terapeutici; tuttavia non si può andare in eccesso pensando di fare “scorta di salute”; La salute si mantiene con l’equilibrio: in tutto!

Quindi, non fate troppo, ma nemmeno troppo poco!

Sport per raggiungere il vostro centro stabile

Non sapete come regolarvi? Iniziate a fare il minimo indicato dall’OMS, integratelo con un regime alimentare equilibrato e variato, trovate un’attività meditativa che vi piace in grado di mantenere la vostra igiene mentale, ed aumenterete sicuramente le vostre chances di mantenervi in salute.

Se riuscite a trovare un buon equilibrio per cui nulla vi pesa (la dieta non è uno stress, andare in palestra non vi angoscia, meditare è un momento per voi…), avrete raggiunto il vostro centro stabile.

Evitate di farvi prendere dalle tendenze estremiste in qualsiasi aspetto, la chiave è sempre nel centro, nell’equilibrio, dentro di voi.

per ogni persona il suo Sport

Sulle mie pagine social, potete trovare diversi video di ciò che è funzionale per me; tuttavia ciò non vuol dire che quel che svolgo quale pratica sportiva, alimentare e meditativa, debba essere funzionale per tutti, o sia la chiave per tutti, anzi…, lungi da me dal propinare a tutti un dogma salutistico!

Quel che potete trovare sul web della mia esperienza personale ha il solo ed unico scopo di stimolarti nel intraprendere un percorso per te stesso.

…un consiglio, non solo per lo Sport…

La differenza fra un professionista ed un fanatico sta proprio nel fatto che il professionista è in grado di suggerirti e consigliarti anche attività, dieta, e terapie completamente diverse ed opposte dalla sua esperienza personale, ma che sono quelle che serviranno a te per la tua salute ed il tuo equilibrio.

La persona in salute sa cosa è bene per sé stessa, quando invece è in disequilibrio, la mente ci mente: “mens sana in corpore sano”.

Sono a tua completa disposizione per aiutarti a trovare il tuo equilibrio offrendoti il massimo della mia professionalità ed esperienza, a presto.

Sport con equilibrio e non solo
un consiglio per lo Sport di John Barth

Sport con equilibrio…..

“Prenditi cura di te stesso, a noi importa!”

Le 8 Regole per una vita serena.

Fai qualcosa per te stesso per migliorare la tua vita

Molte persone si fanno in quattro per soddisfare gli altri, tuttavia, così facendo, non riescono più a fare nulla per nessuno senza depauperarsi, dimenticano la propria vita.

Fai qualcosa per te e la tua vita oggi, ad esempio: diminuisci le sigarette, smetti di bere, iscriviti ad una palestra, vai in una SPA, vai a teatro, … ; fai qualsiasi cosa ti dia nuova energia.

Insomma regalati qualcosa con l’obbiettivo primo di rigenerarti, automaticamente potrai donare di più agli altri senza nemmeno rendertene conto.

1. Tieniti in movimento

Non si insiste mai abbastanza su questo punto. Non ti sto chiedendo di diventare un fanatico dello sport, un campione mondiale o un Iron Man…

Fai pure anche solo il minimo, ma… fallo! Consapevole che volersi bene è la base per una vita migliore.

I ristagni che il tuo corpo subisce dalla sedentarietà sono deleteri. Ti causano quei disturbi che insorgono dopo anni e che nessuno ti sa veramente dire da dove arrivino. Prenditi la responsabilità dei disturbi che hai e agisci di conseguenza: prenditi cura di te stesso.

Vita serena2

2. Mangia sano

Cosa vuol dire mangiare sano?

Tanto per cominciare non vuole assolutamente dire essere fanatici dell’alimentazione, ma mangia tutto variando molto gli alimenti.

Non esiste una dieta universale ideale per tutti se non quella onnivora e variata.

Come ci ricorda l’illuminato Paracelso: “Tutto è veleno: nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto”.

Quindi se mangi quotidianamente un alimento, sei già a rischio: varia molto così che nessun alimento venga mangiato più di 2-3 volte sui 21 pasti settimanali. In questo modo nulla potrà fungere da “veleno”.

2.1 ATTENZIONE

Esistono solo due alimenti ai quali dovete prestare attenzione, questo perché sono i più diffusi socialmente; facilmente si cade in sovradosaggio:

–      Formaggi: fanno produrre muco rallentando i processi metabolici.

–      Carni suine: è una carne molto simile alla nostra catena proteica, a lungo termine può creare una “pseudo-sindrome da cannibalismo” che si manifesta con importanti stati infiammatori generalizzati (a partire da quelli del gastro interico).

3. Abbi igiene mentale per la tua vita

Sii consapevole che respiriamo tutti la stessa aria e beviamo la stessa acqua. Siamo tutti collegati e dovremmo formare unità. Nessuno ha più valore di un altro.

Rilassati, la gara dello “spermatozoo che deve arrivare primo” l’hai già vinta…, ora meritatelo impegnandoti nel tuo accrescimento culturale e diffondilo così che anche altri possano trovare la luce.

Abbandona l’ansia, non serve a niente. Evita di stressarti, perdi solo tempo che potresti impiegare ad assolvere i tuoi compiti.

Ama chi ti sta vicino. Inizia a dare amore, se ne vuoi ricevere. Fermati un secondo e pensa ai tuoi genitori, a tua moglie o tuo marito, ai tuoi figli, agli amici. Manda loro un messaggio che gli permetta di comprendere che li ami.

Fai il primo passo.

5.  Evita di lamentarti

Evita nel modo più assoluto di invidiare il prossimo. La sfortuna non esiste, impegnati e otterrai ciò che vuoi. Se non ci arrivi, fermati, pensa ai tuoi errori, impara da quest’ultimi e riparti con nuova carica energetica.

Lamentarti immette nei tuoi programmi mentali messaggi di fallimento e catastrofi. Inevitabilmente saranno proprio fallimenti e sventure che otterrai.

La medicina cinese ci permette di capire per quale motivo siamo responsabili di ciò che pensiamo e per le emozioni che proviamo (vedi mio articolo “The Blame of Thinking”).

5.1 Vivi consapevole

Quindi se una persona è arrabbiata vivrà inevitabilmente in un mondo arrabbiato; una persona depressa vivrà in un mondo triste, e così via. Se ti lamenti non farai altro che attirare occasioni per poterti lamentare, ovvero un’infinità di situazioni frustranti.

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8.  Leggi un libro

Studia qualcosa, fai un corso di perfezionamento, leggi qualcosa di nuovo, frequenta amici nuovi e attingi dal loro sapere specifico.

Evita di sprecare ore e ore a controllare le e-mail, o a giocare col telefonino. Utilizza il tuo tempo per imparare qualcosa. Fra qualche anno avrai un ottimo bagaglio di conoscenze! Il “tutto e subito” esiste solo nel mondo virtuale.

8.1 Investi nella lettura e nella formazione

Informati, aggiornati, studia una lingua che non conosci, leggi una parola al giorno sul dizionario per ampliare il tuo vocabolario, iscriviti ad un corso artistico o di formazione.

Insomma, tieni attivo il tuo accrescimento culturale.

Amplia i tuoi punti di vista; solo in questo modo potrai comprendere meglio gli altri e collocarti all’interno della società in modo sereno, amorevole e colmo di luminosa energia.

Segui questi semplici punti e la vita ti sembrerà un gioco molto divertente; i risultati arriveranno da soli e potrai così prendere parte ai magici segreti dell’attrazione positiva.

9.0 Conclusioni

Nella speranza che abbiate gradito i consigli, vorrei concludere con ancora una piccola parte. Qualcuno di voi ha ragione, usando la sequenza di Fibonacci, le “regole” esposte non sono 8 ma 6…, è pertanto doveroso completare con le due mancanti:

1.    Consapevolizza le 6 precedenti regole: Rendile tue.

2.    Smetti di procrastinare. Inizia oggi ad intraprendere il cambiamento, e alimentalo tutti i giorni. La perseveranza fa la differenza. Sii umile e lavora su te stesso ogni singolo giorno.

Ti auguro tutto il meglio, e ti sono grato per l’attenzione.

La responsabilità di pensiero.

Fai qualcosa per te stesso

Siamo responsabili del nostro pensiero?

La Medicina Cinese ci offre un ottimo spunto di riflessione accompagnandoci alla consapevolizzazione del nostro pensiero e comportamento.

Nella letteratura cinese antica, una mentalità intrinseca di pudore e diversi problemi di traduzione dei testi stessi, hanno portato ad una dialettica, ancora in uso, che non considera una reale distinzione fra corpo e mente.

Essi appaiono pertanto inseparabili ed indistinguibili.

Ne risulta che, nei testi tradotti, il riferimento ad ogni affezione patologica potrebbe nel suo concetto contenere un dolore fisico tanto quanto uno stato psicologico indistinti fra loro.

Sensazione e emozione

Vi è invece un’importante distinzione di concetto da evidenziare, fra ciò che viene reputato una “sensazione” e ciò invece che è una “emozione”. Nello specifico i concetti sono leggermente differenti da come li concepiamo in occidente.

Quando ci si riferisce ad una sensazione, parliamo di qualcosa di non gestibile, di qualcosa che ci capita senza averne il controllo. Le sensazioni sono anche quel qualcosa che ci fa reagire d’impulso: pensiamo alla persona che si sente scottare la faccia, ed arrossare il viso, in preda allo sguardo del suo innamorato.

In Medicina Cinese affermiamo pertanto che le sensazioni sono di pertinenza della WèiQì (soffi difensivi). Un tipo di Energia che scorre all’Esterno dei Meridiani e che ci “protegge”.

La responsabilità del pensiero
Lo Shén risiede nello xuè Nei classici troviamo aforismi del tipo “lo Shén risiede nello xuè” ovvero: lo spirito (la mente), quindi le emozioni, risiedono nel sangue (xuè), al quale si ancorano.

Mentre quando parliamo di E-mozioni, sappiamo cosa proviamo e perché. Esse vengono caratterizzate sia dalla cultura che dalla nostra responsabilità di pensiero e dal nostro atteggiamento.

Lo Shén risiede nello xuè

Nei classici troviamo aforismi del tipo “lo Shén risiede nello xuè” ovvero: lo spirito (la mente), quindi le emozioni, risiedono nel sangue (xuè), al quale si ancorano. È una tipica dialettica per cui il massimo dello Yáng (il pensiero), si lega allo Yīn (sangue), per evitare di sradicarsi e volare via.

Le Emozioni vengono pertanto relazionate alla YíngQì (soffi nutritizi), ovvero quel tipo di energia che circola all’Interno dei Meridiani, formando un’interrelazione molto stretta con il Sangue. Le sensazioni contrariamente, vengono relazionate alla reattività muscolare difensiva incontrollabile, come ad esempio, il fatto di sudare in caso di caldo.

“Quel che proviamo [emotivamente] non dipende da ciò che una persona fa, ma dalla nostra reazione all’azione di quella stessa persona.”

Mi ha fatto arrabbiare o mi sono arrabbiato?

Con questa affermazione J. Yuen, famoso medico taoista cinese, intende che l’uomo è in grado, previa consapevolizzazione del proprio pensiero. Di scegliere come reagire emotivamente di fronte alle azioni altrui, accogliendo la vita con il celebre “Vuoto di Cuore”, che sta a intendere di osservare la vita con uno spirito libero, privo di giudizio e pregiudizio.

Per fare un esempio, è sbagliato affermare: “quel tizio mi ha fatto arrabbiare!”, in realtà, è corretto dire: “mi sono arrabbiato…”.

Questo perché, per quanto irritante sia stato il comportamento di quel tizio, sono io che essendo irritabile, mi arrabbio.

Quindi per quanto ne possa essere poco consapevole, il fatto di arrabbiarmi è una scelta cosciente.

Questo perché, per quanto irritante sia stato il comportamento di quel tizio, sono io che essendo irritabile, mi arrabbio.
Per fare un esempio, è sbagliato affermare: “quel tizio mi ha fatto arrabbiare!”, in realtà, è corretto dire: “mi sono arrabbiato…”.

Pensiero responsabile

Il primo comportamento, è molto vittimistico. Per quanto possa essere moralmente comodo, è in realtà povero e irresponsabile. Comportamento proprio di persone che si lasciano vivere dalle altre persone e dalla società. Dando pure alla società stessa o agli altri individui la responsabilità delle “sfortune” che hanno nella vita.

Il secondo comportamento, deriva in sè da una consapevolizzazione di come siamo. Ed il soggetto che conosce le proprie emozioni è in grado di scegliere di arrabbiarsi o meno, ma soprattutto di fare il primo passo verso il cambiamento di sé attraverso un pensiero responsabile.

Ogni individuo impara a reagire emotivamente “in primis” dai genitori, dai media, dalla comunità in cui vive e non per ultimo dalla società. Sempre Yuen affermò in una conferenza:

“Se nella [nostra] società prevale chi urla di più, tenderemo a reagire alzando la voce e con aggressività ai fattori della quotidianità”

Impulsi quotidiani al nostro pensiero

Comprendere che il modo in cui reagiamo agli impulsi quotidiani è un modello appreso all’interno della propria educazione civico-culturale ci permette di aprire lo sguardo verso il diverso e scegliere.

In terapia, comprendere il contesto culturale che caratterizza la reazione emotiva del paziente, ci permette di fare il primo passo verso la consapevolezza e cambiare i fatti alla luce degli occhi del paziente stesso.

Consapevolizzazione del pensiero

Si può mettere in tavola la stessa realtà vista dall’esterno facendo quindi un’opera di consapevolizzazione, che, ovviamente, non deve essere giudiziosa.

Parlando di emozioni, dobbiamo quindi considerare che le stesse comportano una responsabilità attiva e consapevole. Ognuno di noi può scegliere di cambiare la propria reazione dal momento in cui comprende di avere una responsabilità nell’emozione stessa.

Una volta assunta la responsabilità della scelta, la possiamo cambiare, cosa che non può avvenire, fintanto che non ne saremo consapevoli.

“Quel che proviamo [emotivamente] non dipende da ciò che una persona fa, ma dalla nostra reazione all’azione di quella stessa persona.”
Siamo responsabili dei nostri pensieri?

Prendiamo ad esempio l’invidia (il male del secolo…), e la gelosia; secondo Yuen hanno la stessa energia, solo che una è consapevole l’altra no.

L’invidia, la gelosia, la rabbia

Ovvero, l’invidioso pensa “Quel qualcuno ha qualcosa che non posso avere, e la voglio anche io!” …sa anche però di non meritarla.

Il geloso invece pensa: “Quel qualcuno ha qualcosa che non posso avere, e me la meriterei pure io!”

Il geloso sa perché se la meriterebbe, ha lavorato sicuramente molto per ottenere ciò che ha nella vita, e se gli si mostra la situazione in modo diverso, probabilmente la gelosia gli passa.

L’invidioso non fa nulla e vuole tutto, non ha responsabilità emotiva e questo comportamento rende difficile aiutarlo; egli è convinto che se non ottiene l’oggetto del suo desiderio è “sfortunato”, e non si impegnerà attivamente per ottenerlo.

Il livello di responsabilità emotivo darà al terapista un’idea delle difficoltà che il paziente riscontrerà nell’affrontare il cambiamento, questo perché il cambiamento nasce dall’assumersi la responsabilità delle proprie emozioni.

Per concludere, una citazione tratta da insegnamenti orali di J.Yuen:

“Una persona arrabbiata vivrà in un mondo arrabbiato, una persona amabile vivrà in un mondo amabile ed una persona depressa in un mondo triste.”